Intervista su “Parlami di te”

Dalle pagine di parlamidite.com.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista. Oggi parliamo di Giuseppe Rossi, autore del libro “Finché tornerà ancora l’alba”.

Cominciano da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?

C’è chi smania per un nuovo amore, chi si danna l’anima per ritrovarne uno perduto. Uomini che inseguono un sogno e altri che cercano risposte. C’è chi vive l’insofferenza del quotidiano e chi lotta per i propri diritti calpestati o per conquistarsi uno spazio vitale. C’è chi non sa più guardare con fiducia al futuro, chi nemmeno al suo prossimo. Ma per tutti arriva la notte. Poche ore che possono sembrare un’eternità, finché non arriva l’alba a ricaricare la speranza, a dare la forza per affrontare un nuovo giorno. Mentre nuovi amori nascono e altri finiscono, rincorrendo i nostri sogni, scorre il tempo e la nostra storia.

Come i singoli, anche le società vanno avanti tra crisi cicliche e nuovi equilibri. Tra grandi scoperte e invenzioni, tra organizzazioni sociali spesso in crisi e ricerca di nuovi modelli di convivenza umana, scoppiano guerre che non si sa mai come e quando finiranno. Guerre in nome del denaro, del potere o di nuovi mercati.

Intanto, le notti ritornano puntuali, seguite dall’alba, mentre gli uomini si affannano a costruire civiltà che il tempo, inesorabile, sgretolerà. Ecco il significato del titolo: come da millenni, il nostro mondo continuerà il suo corso. Ci saranno altri uomini, altri amori, altri sogni. Altre guerre, altre violenze, altre cattiverie, altri soprusi. Ma, nasceranno anche grandi anime che illumineranno il nostro cammino. Nel frattempo, ognuno ha la sua alba. Per ricominciare.

Quando e come nasce ‘Finché tornerà ancora l’alba’?

L’ispirazione a scrivere il romanzo è nata cercando le ragioni di un mondo in crisi. Mentre in questi anni si andava smantellando uno stato sociale conquistato con decenni di lotte operaie e contadine, cresceva nella società l’incertezza sul futuro e la sfiducia, verso il prossimo, i politici, le istituzioni. Troppe volte abbiamo assistito a passanti rimasti indifferenti di fronte a violenze e aggressioni consumate per strada o in metropolitana, a scuola o sul lavoro. Tutti tiravano avanti, come se quello spettacolo non fosse reale, non gli appartenesse. Eppure, stavano massacrando un loro simile…

Mi sono chiesto, allora, come mai fossimo arrivati a questo punto, se fosse possibile ritrovare le ragioni dello stare assieme. Milioni di uomini, con i loro sogni e il duro lavoro quotidiano, hanno costruito civiltà nel corso dei millenni. L’uomo dei nostri giorni non è più in grado di sognare? Forse, perché distratto da una crisi economica mondiale che sembra non voler finire? Il cuore mi dice che tornerà a farlo. Perché, senza sogni, senza amore, la vita non ha colore.
Così, mi sono ritrovato a scrivere. Notte dopo notte, quasi meccanicamente, cercando di liberarmi di una strana inquietudine che si leniva solo con il crescere del numero di pagine scritte. Pagina dopo pagina, hanno cominciato a prendere vita personaggi che interrogavano il loro tempo: il vecchio marinaio Salim e il giovane Morgan; il capitano Kab; Alì con la sua nostalgia del deserto; il timoniere Zwanga che vede nelle onde del mare l’erba della sua savana mossa dal vento. Le affascinanti Dolores e Soledad capaci di infiammare i cuori di Morgan e Salim…

Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

Un luogo dell’anima dove desideravo essere. Un’isola tutta mia dove meditare e mettere assieme cocci di un mondo che andava in frantumi. Così ho rivisto tutta la mia esperienza di uomo come in un film. Le pagine più belle dell’animo umano nella letteratura, nel teatro, nel cinema; le grandi scoperte, le invenzioni, le utopie e le speranze dei grandi personaggi che hanno scritto la nostra storia. Ma anche le pagine più nefande e violente di guerre mai giustificate e sempre dolorose che hanno intossicato le società, dalla notte dei tempi. Mentre scorrevano le immagini di quell’insolito film, mi colpiva il loro messaggio ancora attuale, che voleva tradursi in storie da raccontare.

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Che ci sia ancora spazio per i sogni e l’amore.

Cosa non le piace?

Che al posto giusto ci siano uomini sbagliati. Che la politica piazzi in punti nevralgici della società non sempre i migliori. Che non ci sia meritocrazia. Non mi piace che conti solo il profitto, il vile e maledetto denaro. A discapito del lavoratore. Non mi piace l’aria che circola. Di sfiducia verso tutti e tutto. Non accetto una società senza speranza. Questo mondo possiamo ancora migliorarlo. Se ci crediamo. Se ci rimbocchiamo le maniche.

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?

Il cinema è la fabbrica dei sogni per eccellenza. La traduzione del romanzo in altre lingue raggiungerebbe più lettori, in ogni angolo del mondo. La scelta è davvero difficile…

Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?

Chi crede nell’amore, chi è convinto che un sogno possa realizzarsi, che questo mondo possiamo migliorarlo, è un mio lettore potenziale. Oltre l’età, il sesso, la cultura. Basta che il lettore abbia un’isola da raggiungere.

Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…

Sono solo un’emozione nell’universo, una goccia in un oceano senza confini.

9 Marzo 2017

38 commenti su “Intervista su “Parlami di te”

  1. Ho trovato questa intervista particolarmente interessante.
    Dalle parole dell’autore si evince una notevole capacità introspettiva e una profondità d’animo fuori dal comune.
    Il tutto arricchito dall’abilità dello scrittore di osservare scrupolosamente la realtà che lo circonda.

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