Recensione sulle pagine de “La biblioteca di Katia”

 

Dal blog “La biblioteca di Katia

Ci avviammo, risalendo lentamente lungo il porto, aveva sempre saputo che, per cavalcare la cresta dell’onda, bisogna prima trovarsi nel luogo dove l’onda comincia a incresparsi. E adesso si trovava in quel luogo, ne era sicuro. Insieme con le forze, sentì rinascere in sé l’eccitazione di un tempo, l’antico spirito ribelle.

Un vento fresco gli accarezzava il viso, e una miriade di stelle disseminava nel cielo una polvere d’oro.

Di notte, la sua mente spaziava di più. Ogni tanto ha uno di quegli squarci di luce che fanno pensare, per un istante, di essere sul punto di scoprire il segreto delle cose. Poi la finestra si richiude. Tutto finisce.

Di tutti i misteri della vita umana, uno almeno ne ha penetrato: il grande tormento della nostra esistenza viene dal fatto che siamo eternamente soli, e tutti i nostri sforzi, le nostre azioni tendono a sfuggire a questa solitudine.

Da quando ha sentito la solitudine del suo essere, gli pare di sprofondare, ogni giorno di più, in un sotterraneo buio, di cui non trova i limiti, di cui non conosce la fine, e che forse non ha via d’uscita. Lo percorre insieme alla ciurma che, fa lo stesso. Questo sotterraneo è la vita. A volte sente rumori, voci grida…s’avvicina a tentoni se non trova mai un’altra mano in questa notte che lo circonda.

Com’è misterioso il pensiero ignoto d’un altro essere, il pensiero nascosto e libero, che non possiamo né conoscere, né guidare, né dominare, né vincere. Nel profondo, proprio nel profondo della sua anima conserva quel luogo segreto dell’Io dove nessuno penetra mai. Nessuno può scoprirlo, né entrarvi, perché nessuno gli assomiglia, perché nessuno comprende nessuno. Quando si entra nell’Amore, sembra di spaziare in un mondo più vasto. Si sente invadere dalla felicità. Questa sensazione d’immensa felicità ci viene unicamente dal pensiero di non essere più soli. L’isolamento, l’abbandono dell’essere umano sembra cessare.

Perché tutto ciò che chiamiamo sensibilità, anima, passione, dosare le luci e le ombre, la dolcezza e la debolezza, riuscire altrettanto bene nei punti pacati e in quelli agitati, essere variati nei dettagli, armoniosi e coerenti nell’insieme, e crearsi un sistema che arrivi a salvare con una mente lucida, una lunga esperienza.

Così grande, pesante, vulnerabile…. E preziosa. L’Albatros procedeva cautamente fra le onde spumeggianti e gli improvvisi spazi d’aria limpida. Là, i miraggi e le illusioni, li fecero impazzire con le loro beffe, trasformando le colonie di gabbiani in gruppi di uomini gesticolanti, collocandoli sulla rotta dell’Albatros che sparivano al suo avvicinarsi. Sembrava l’illustrazione di un libro di favole, una nave scintillante al sole. Per ogni uomo sulla plancia dell’Albatros, una nave era un essere vivente che poteva ispirare amore e ammirazione, era come una bella donna. Per il protagonista il vincolo era più forte. Quella nave era figlia della sua ispirazione. E adesso, il suo destino dipendeva da lei.

La sua esultanza fu oscurata da un’ombra di rimorso. Con delicatezza e pudore, e tramite esempi concreti tratti dalla sua esperienza, il romanzo invita tutti coloro che si sentono vinti dalla disperazione a non abbandonarsi a un presente e a un futuro di solitudine. Li convince a ritrovare se stessi, a far pace con il passato a recuperare la Speranza, a credere che esiste una dimensione nella quale continuano a vivere le nostre generosità inattese e delusioni sferzanti e, tra peripezie e colpi di scena, scopriranno passo dopo passo il senso della loro avventura. Fino a quando, a sparigliare le carte, s’incontrerà l’amore. L’autore Giuseppe Rossi, racconta un viaggio e un punto d’arrivo che, come sempre accade, è solo e sempre un nuovo inizio e dove la sfida più grande in ogni viaggio è scoprire e accettare se stessi.

L’Albatros sarà la protagonista insieme al suo equipaggio: prima di giungere al finale a sorpresa, tutti lotteranno con abilità e, seppure tra mille peripezie, sapranno stringere rapporti di amicizia.

Ricordi dolorosi ed esperienze di vita piacevole si mescolano in questi racconti delicati di Giuseppe Rossi, che costruisce tutto un mondo di sensazioni e pensieri profondamente umani. Le riflessioni sui misteri della vita si intrecciano alle descrizioni di eventi realmente accaduti, filtrati sempre dalla personalità attenta e sensibile del protagonista.

“Finchè tornerà ancora l’alba”, il romanzo di Giuseppe Rossi, ci porta in giro per il mondo seguendo le avventure e gli amori dei suoi personaggi. Ancora una volta una storia trasversale, ottimo il registro linguistico dove l’analisi dei personaggi risulta precisa e profonda, dove la connotazione storica e sociale è così pertinente da far perdere al lettore il confine tra la realtà e la fantasia.

Con la sua scrittura limpida ed essenziale l’autore ci racconta l’emozione della navigazione e i rituali del mare, trasmettendoci la sua profonda fascinazione per il continente marino e per la sua cultura. Nel romanzo “Finchè tornerà ancora l’alba” l’autore Giuseppe Rossi, ricorda poi i giorni trascorsi in mare, riflettendoli sull’arte e il mestiere di scrivere. Il risultato è un autoritratto di straordinaria importanza per capire la personalità e l’arte di un grande scrittore del nostro tempo.

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